
Mentre milioni di persone, come ipnotizzate, si connettono ogni giorno a Internet, studi e ricerche evidenziano che un uso improprio di un dispositivo collegato alla Rete porta, a lungo andare, a modificare i nostri apparati percettivi, intaccando la cosiddetta memoria a lungo termine. Questo è, a parere degli scienziati, l’elemento fondamentale della capacità riflessiva del cervello. Per altre indagini gli effetti sulla mente causati da un’attività continua e compulsiva su Internet sono ancora più negativi: affievoliscono alcune peculiarità cognitive dell’homo sapiens che sono state decisive per la sua sopravvivenza. Lo dimostra un evento eccezionale: lo tsunami che colpì un’immensa zona del Sud-Est dell’Asia nel 2004. Nel momento in cui, nelle zone turistiche dei villaggi e dei resort di Pukhet in Thailandia, i turisti occidentali, apparentemente dotati di tutti i mezzi informativi per conoscere e interpretare la realtà (computer e telefoni multimediali), cadevano vittime dell’immensa ondata, gli indigeni delle coste del Mare delle Andamane (armati di arco e frecce) salvavano la loro vita grazie alla conservazione di un istinto primordiale che ha poco a che fare con la tecnologia. Lo sviluppo ci porterà a innovazioni strabilianti, che renderanno gli smartphone e i tablet di oggi dei dispositivi superati, facendoci interagire ancora più da vicino con la tecnologia. Ma con quali conseguenze sulle nostre facoltà percettive e cognitive?
Enrico Pulcini
Giornalista pioniere su Internet. Dopo aver scritto saggi e manuali sulla creazione e diffusione delle informazioni online (Giornalismo su Internet, Dopo Internet, Scrivere linkare comunicare per il Web 1° ed., Click Tv, Scrivere linkare comunicare per il Web 2° ed.) ha concentrato i suoi interessi sul rapporto tra uomo, innovazione ed economia. Questo è il primo libro che mette in discussione il modo con cui si utilizza la tecnologia oggi.