Un libro non è un libro nell'era dell'Intelligenza Artificiale
Nonostante i dati ufficiali e le informazioni fornite dagli editori parlino di aumento di lettori di libri in Italia, la realtà è ben diversa. Secondo i dati Aie, l'Associazione italiana editori (anno 2025) si amplifica la contrazione dei tempi e la frequenza di lettura. La quota di chi apre un libro almeno una volta a settimana passa dal 72% dei lettori nel 2022 all’attuale 61%, Diminuisce anche il tempo medio settimanale dedicato ai volumi su carta: dalle 3 ore e 32 minuti del 2022 si scende alle 3 ore e 7 minuti del 2025.
Un cervello in trasformazione
Ciò non significa che le persone abbiano smesso di acculturarsi, acquisire informazioni, interessarsi al sapere e alla conoscenza. La vera questione è che la nostra mente è in trasformazione (e questo probabilmente è un fattore ignoto a chi pubblica libri, sia esso autore in self-publishing, piccole case editrici o semplice pubblicista. Escludiamo gruppi e grandi editori perché essi hanno adottato strategie alternative).
Paralisi culturale
Decenni di fruizione televisiva e molti anni di connessione digitale hanno modificato il nostro approccio al testo scritto. D'altronde la nostra mente è come un muscolo: se è più facile acquisire un contenuto tramite immagini o navigazioni ipertestuali anziché con la lettura dell'alfabeto, quei meccanismi sinaptici che ci avevano allenato alla visione del testo scritto si atrofizzano e non sono più in grado di farci seguire la scrittura (o ce lo fanno fare con molta fatica).
Libri "viventi"
Ecco dunque che per un editore tradizionale di fronte al deserto dei lettori tradizionali si apre un mondo di possibilità. I libri sono solo uno degli strumenti per veicolare conoscenza. Ma rimaniamo per un attimo sull'oggetto libro. Essi devono riacquisire il loro vero senso. Nell'era dell'intelligenza artificiale, dove centinaia di pagine sono creabili anche in pochi secondi, il testo può diventare un freddo meccanismo di raccolta. Ecco dunque che i volumi devono, come sosteneva Platone, tornare ad essere dei ricettacoli di scrittura vivente, che pulsa in base a flussi di coscienza ed emotività umane.
Idee come boomerang
Per un editore non basta solo questo. L'idea di un autore dovrebbe diventare un flusso che costruisce connessioni ed interessi trasversali raggiungendo le persone tramite molteplici canali, emozionando e appassionando. Ecco dunque che il contenuto di un testo esce dalle pagine per raggiungere gli utenti attraverso la digitalità, l'etere, l'incontro fisico, il passaparola. Una "crossmedialità" che poi fa ritornare come un boomerang l'idea del libro al supporto cartaceo tradizionale, con un itinerario che arricchisce emotivamente ed empaticamente il progetto editorale.
Connessioni intime
Questa strategia è alla base di Logout che concepisce ogni volume come un punto di partenza per generare una dimensione tattica all'idea promossa. Una strategia che lega editore, autori e lettori in una connessione intima e innovativa,